La villa

La residenza si sviluppa in pianta quadrata con una superficie di circa 4000 mq su due piani.
Al piano nobile si trovano i salotti affrescati, il salone da ballo e musica, le sale da pranzo, il jardin d’hiver e la suite rossa.
Al primo piano, a cui si accede tramite un ampio scalone con cupola, sono invece collocate le altre camere da letto con accesso da un corridoio che si sviluppaintorno a tutta la casa.
L’ampia piscina, lunga 20 metri e larga 10, si trova a fianco della voliera e consente delle piacevolissime nuotate godendo del paesaggio sulle colline veronesi.
Intorno alla villa sorgono tre edifici un tempo adibiti a scuderie, a cantina e gli alloggi del personale. La particolare posizione della villa garantisce ai suoi ospiti privacy e sicurezza.


Fino agli anni 90 il giardino circostante la villa era all’italiana, ma in seguito all’ultima ristrutturazione si optò per una soluzione con prato all’inglese, che accrebbe la fruibilità dell’area intorno alla villa ed alla piscina.
A fine Ottocento, per volere di Cesare Trezza, il grande Parco di 40 ettari che circonda la Villa – che gli storici vogliono ispirato al parco della Villa Reale di Monza – venne arricchito da un dedalo di vialetti e da laghetti con zampilli e cadute d’acqua. Il bosco, molto apprezzato dai botanici, si schiude su ampi prati che regalano ai percorsi prospettive incantevoli ed i numerosi percorsi consentono lunghe passeggiate, sedute di jogging ed escursioni in mountain bike durante le quali è possibile ammirare la flora e la fauna selvatica.

La voliera del ‘500 con cupola di ferro ramato, attribuita alla prestigiosa scuola del Sanmicheli, è visibile anche dalla valle di Marcellise e si trova a ridosso della piscina. Un tempo dimora di rare specie di volatili, oggi viene utilizzata per magici eventi di cultura ed intrattenimento.

Un chiostro interno, centrale, per il passeggio ed il gioco, la sala da ballo o musica, i salotti e la biblioteca offrono agli ospiti di Villa d’Acquarone il piacere di vivere appieno l’esperienza che hanno scelto.
La cappella di Villa d’Acquarone, in perfetto stato di conservazione, risale a metà Seicento, quando fu fatta costruire da Cristoforo e Gianfrancesco Muselli. La struttura originaria è di forma rettangolare, con volta a botte, il prezioso affresco, che secondo il Lanceni è da attribuirsi a Biagio Falcieri, risale al 1684 e racconta i miracoli di S. Antonio da Padova.
Ai lati del salone altre quattro sale sono affrescate con scene mitologiche tra le quali troviamo La caduta di Eliodoro, Giove Olimpico e due trionfi allegorici tra divinità pagane. La caduta di Eliodoro, datata 1686 ed il salone centrale datato 1687 sono della stessa scuola pittorica e molto probabilmente di Biagio Falcieri (Brentonico VR 1628 – Verona 1703) artista che ciecamente si riputava dai più pittore meraviglioso anche se altri pittori sono suggeriti come Francesco Barbieri detto lo Sfrisato (Legnago 1628 – Verona 1698) e Lodovico Dorigny (Parigi 1654 – Trento 1742), tutti e due che operano per la famiglia Muselli a cui forse vanno attribuite le altre tre sale di stile diverso rispetto alle prime due citate.
La sala più importante è quella centrale detta Salone dei Venti, che mostra una copertura centinata a padiglioni con vele e con una cupoletta ellittica al centro, dove un sistema meccanico, collegato con una banderuola esterna, indica su una Rosa dei Venti le sedici direzioni del vento. Scene mitologiche di divinità dell’aria, della terra e del mare si dispongono in modo speculare sul soffitto tripartito. Da una parte troviamo Poseidone e dall’altra Eolo in un arioso ed armonico grande affresco di Lodovico Dorigny datato 1687.
L’antica biblioteca a due piani ospita oltre un migliaio di preziosi volumi, consultabili e gelosamente custoditi nella sofisticata armadiatura. Qui è possibile immergersi nella cultura e nel sapere, respirare un’atmosfera di passate conversazioni.
I salotti del piano terreno, così come la biblioteca, si arricchiscono di incantevoli affreschi d’epoca che culminano nello spettacolare lavoro di Lodovico Dorigny datato 1687 che ha rappresentato i Venti sulla volta del Salone da ballo e da musica.

Sala da Pranzo